logo sma main



Percorso pagina:


Articoli in "Notizie"

Luglio 5, 2017

Comunicazione Split Payment

L’art. I del decreto legge 50 del 24/04/2017, ha introdotto per le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti della società controllate ai sensi dell’art.2359, primo comma , n)l . del codice civile, direttamente dalle Regioni, province, città metropolitane, comuni ed unioni dei comuni, il metodo della scissione dei pagamenti dell’IVA, cosiddetto Split Payment. Pertanto la nostra Società è tenuta a versare direttamente all’Erario l’lva addebitata dai fornitori e pagare a quest’ultimi solo l’imponibile. ll meccanismo della scissione dei pagamenti si applica alle operazioni fatturate a partire dal 1° luglio 2017.

Per cui, con la presente siamo a comunicaVi che, per le fatture emesse dal 1 luglio 2017: il fornitore deve indicate sia la base imponibile che l’lVA (evidenziando il richiamo de1l’art. 17 ter DPR 633/ 1972), che pero verrà versata direttamente all’erario.

Tutti i fornitori – comunicazione art 17 ter DPR 633-72 e modifica art 1 DL 50-2017 Slip Payment


Aprile 3, 2017

EMI MONITORING

 

Al fine di ridurre i rischi ambientali, la SMA CAMPANIA ha tessuto una rete di eccellenze composta da:

  • CENTRO REGIONALE DI COMPETENZA BENECON SCARL
  • DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA DELL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI PARTHENOPE
  • DiST DIPARTIMENTO DI SCIENZE E TECNOLOGIE DELL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI
  • CNR – IIA ISTITUTO PER L’INQUINAMENTO ATMOSFERICO DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE PARTHENOPE
  • DiSTABiF – SUN – DIPARTIMENTO DI SCIENZE E TECNOLOGIE AMBIENTALI AMBIENTALI, BIOLOGICHE E FARMACEUTICHE
  • CIRA – FACA – MAPSAT

per sviluppare una soluzione di monitoraggio ambientale in tempo reale. Il progetto EMI System è guidato da SMA CAMPANIA e utilizza la tecnologia integrata per creare un cambio di passo all’accesso e all’uso operativo dei dati ambientali, sia per l’individuazione del rischio sia per il monitoraggio dei punti di interesse che per il supporto alle decisioni da intraprendere per fronteggiare i vari rischi, tramite lo studio di un Sistema di Monitoraggio Ambientale Integrato, terminato con l’implementazione di una soluzione pronta per pilotare le risorse operative sul campo.

Per raggiungere tale obbiettivo la SMA CAMPANIA ha costituito protocolli di intesa con membri del mondo tecnico scientifico aventi una base tecnologica unica per soddisfare la portata del progetto. La rete di partner è supportata dal reparto ROAN della Guardia di Finanza soggetto che ha fornito insieme al BENECON tecnologie dei sensori e della comunicazione in grado di compiere controlli aerei del territorio campano, tali dati vanno ad implementare il sistema DSS di SMA CAMPANIA che fornisce la tecnologia di integrazione dati e business analytics, per ottenere analisi ambientali e il supporto alle decisioni derivanti dall’utilizzo dei dati rilevati per le pratiche di gestione del rischio.

Lo scopo del progetto DSS+ è quello di implementare soluzioni per il continuo monitoraggio ambientale delle operazioni in zone sensibili che coprono tutte le fasi di un intervento, vale a dire dalla preparazione, alla gestione delle tecnologie in campo.

Un vantaggio importante apportato dal progetto EMI System è quello di includere il monitoraggio ambientale nel funzionamento quotidiano per la diagnosi precoce e la relazione del potenziale impatto ambientale.

SMA CAMPANIA considera questo progetto come un passo importante nella propria strategia a lungo termine per lo sviluppo di continui sistemi di monitoraggio ambientale integrato per soddisfare una crescente domanda di diagnosi precoce e una risposta più rapida ai relativi impatti ambientali delle attività svolte sul territorio campano.

Sulla base della nostra leadership nella gestione dei rischi ambientali, e grazie al proficuo confronto tecnico scientifico effettuato con i nostri partner siamo riusciti a definire lo standard per il monitoraggio ambientale integrando molte delle fonti dati disponibili.

Le attività di ricerca svolte all’interno del progetto in ambito ICT riguardano la realizzazione e/o l’ampliamento di reti di sensori statiche e mobili per il rilevamento di parametri di inquinamento dell’aria, dell’acqua oltre che all’analisi del territorio tramite il rilievo dei dati sia con rilevamento satellitare, aereo, e terrestre.

emi2

Lo sviluppo di soluzioni efficaci per il monitoraggio di allarme rapido e analisi delle operazioni in zone sensibili è un valore aggiunto senza precedenti per il settore ambientale. Un vantaggio importante attivato nell’ambito del progetto EMI System è anche l’integrazione del monitoraggio ambientale in funzione dei dati provenienti dai cittadini, grazie allo sviluppo dello spin-off di un app presente in azienda per lo smart working.

La SMA CAMPANIA è riuscita nella realizzazione di un sistema innovativo e a basso costo per la raccolta, elaborazione e distribuzione di informazioni geo-referenziate relative a parametri di inquinamento ambientale e di qualità della vita. Il sistema coinvolge molteplici tipologie di utenti (esercito italiano, cittadini, enti locali, forze dell’ordine, associazioni in ambito ambientale) e si inserisce totalmente nelle prospettive regionali, nazionali e europee di sviluppo di “Smart Cities”, in cui gli utenti possono partecipare attivamente al miglioramento della qualità della vita nel proprio ambiente, sia fruendo di informazioni puntuali e dettagliate sulle condizioni ambientali, sia generando loro stessi contenuti utili alla valutazione ed al confronto delle condizioni di vita e di vivibilità, grazie alla creazione di servizi ed applicazioni per dispositivi mobili basati sul paradigma del Mobile Social Networking.

Per realizzare tutto ciò, la SMA CAMPANIA è entrata a far parte della cabina di regia del tavolo sulla terra dei fuochi coordinato dall’incaricato del Ministero dell’Interno per gli incendi di rifiuti in Campania Vice Prefetto Donato Cafagna.

Il tavolo che coinvolge dal 6 novembre 2014 le associazioni territoriali ambientaliste e di cittadinanza attiva federate in Coheirs (Civic Observers for Health and Environment: Initiative for Responsibility and Sustainability), tramite il protocollo divenuto operativo per gli osservatori civici per la salute e per l’ambiente, che ha visto l’adesione della Regione Campania e di ANCI Campania, e ha generato la rete degli osservatori che ha il compito di segnalare e scoraggiare gli abusi ambientali, svolgendo un’importante funzione di supporto alle attività di contrasto dei fenomeni di violazione ambientale, riuscendo a generare momenti di confronto con le amministrazioni locali e regionali.

Le informazioni acquisite da questa rete riescono ad integrarsi perfettamente con il sistema DSS+ realizzato da SMA CAMPANIA grazie alla condivisione dello stesso set informativo che viene condiviso con tutti gli attori. 

Inoltre tutte le segnalazioni validate dalla sala operativa vengono inviate tramite mezzo pec (posta elettronica certificata) ai comuni, alle forze dell’ordine, al COHEIRS. Dopo un breve tempo le stesse  vengono discusse tramite un sistema integrato di audit sui comuni che vede coinvolti i cittadini con l’ausilio del personale SMA CAMPANIA.

 


Aprile 3, 2017

RISK REDUCTION


Aprile 3, 2017

WASTEWATER TREATMENT


Aprile 3, 2017

REGIONAL GOODS MAINTENANCE


Aprile 3, 2017

EGOVERNANCE PARTECIPATION

SEZIONE IN ALLESTIMENTO


Aprile 3, 2017

Real Sito di Carditello


La Sma Campania S.p.A il giorno 10/12/2016 sigla il protocollo d’intesa con il Real Sito di Carditello per lo sviluppo di un programma di collaborazione a titolo non oneroso volto al rafforzamento dell’attività di protezione ambientale. Ma, qualche giorno prima, il 08/12/2016, apre i lavori di manutenzione e miglioramento al Real sito di Carditello, comune di San Tammaro (CE).

Da quel giorno Sma Campania con i sui uomini attua una serie di interventi di miglioramento del Real Sito. L’attività di Sma Campania è talmente evidente, che nella giornata dei Dialoghi di Carditello, “Le Metamorfosi” del 01/04/2017, manifestazione organizzata per l’apertura degli eventi della tenuta Borbonica, la direttrice Dott.ssa Angela Tecce e il presidente della fondazione Prof. Luigi Nicolais, elogiano la Sma Campania S.p.A per gli interventi di miglioramento che sta apportando al Real sito.


Aprile 3, 2017

Il mare Flegreo

IMG_2757

Non ha tardato ad arrivare la risposta da parte delle istituzioni all’appello fatto dai comuni flegrei con la visita al depuratore di Cuma e nel territorio flegreo del Vicepresidente di Regione Campania l’onorevole Fulvio Bonavitacola (Assessore all’Ambiente).

Durante il convegno del 28 giugno 2016, organizzato dalla SMA CAMPANIA con il patrocinio della Regione CAMPANIA all’interno dell’auditorium dell’Impianto di Depurazione di Cuma, sono stati affrontati i temi del miglioramento del sistema depurativo e della valorizzazione della risorsa mare attraverso una conoscenza dettagliata delle sue criticità.


Aprile 3, 2017

Diventare osservatore civico

osservatore_post

L’esperienza della Campania

Diventare osservatore civico

COHEIRS, acronimo inglese per “Osservatori Civici per la tutela della salute e dell’ambiente”, è un progetto europeo coordinato dall’Agenzia per le Democrazie Locali (ALDA) di Strasburgo e conclusosi nel 2014.

Con i suoi 17 partners provenienti da 12 Paesi, il progetto ha avuto l’obiettivo di creare una rete europea di “osservatori civici” per verificare come viene applicato negli Stati membri il principio di precauzione sancito dal Trattato di Maastricht e dall’articolo 191 del Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea.

In Italia il progetto è stato diretto dall’Istituto Scientifico Biomedico Euro Mediterraneo, in collaborazione con l’associazione Medici per l’Ambiente (ISDE Italia) ed il supporto operativo del Centro Studi “Rifare l’Europa”.

Tra tutte le associazioni che hanno partecipato al progetto in Italia è stata creata una Federazione, denominata proprio COHEIRS, con l’obiettivo di unire le forze ed operare con maggiore incisività per la risoluzione delle emergenze e dei problemi che mettono a rischio l’ambiente e la salute.

Ma chi sono gli osservatori civici? Si tratta di speciali “sentinelle per l’ambiente” che vigilano sul territorio con compiti di segnalazione per scoraggiare gli abusi, ma anche con finalità di formazione nelle scuole o nelle piazze e di proposta di soluzioni nei confronti delle istituzioni.

In Italia significativa è l’esperienza degli osservatori attivi in Campania.

Il 13 luglio 2013 è stato infatti sottoscritto da 57 enti locali delle province di Napoli e Caserta, la Regione Campania, numerose altre istituzioni ed associazioni ambientaliste il Patto per la Terra dei Fuochi che prevedeva forme di partecipazione e collaborazione da parte dei cittadini, invitati a fare segnalazioni, domande, proposte e ad impegnarsi per favorire il recupero e l’uso di aree pubbliche oggetto di degrado.

In questo contesto è stata creata una rete di osservatori civici, con compiti di segnalazione alle autorità preposte, formazione civica ed elaborazione di proposte per le istituzioni, proprio come previsto dal progetto COHEIRS.

L’osservatore civico si assume infatti, volontariamente e gratuitamente, il compito di segnalare tempestivamente alle Istituzioni competenti le situazioni di particolare criticità ambientale, come roghi, abbandono di rifiuti, sversamenti in acqua o emissioni in aria .

A tale scopo gli osservatori possono avvalersi di un’App messa a punto da SMA CAMPANIA, società in house della Regione Campania; l’app, una volta installata sul cellulare, permette di scattare fotografie georeferenziate delle criticità ambientali riscontrate. Le foto vengono inviate con un report alle competenti amministrazioni (Comune, Polizia Municipale, Vigili del Fuoco, Procure), per gli interventi più opportuni.

Allo stesso tempo le fotografie permettono di aggiornare continuamente una banca dati che evidenzia i punti di maggiore rischio da monitorare e presidiare.

L’osservatore civico, allo stesso tempo, ha anche compiti di formazione della collettività e di formulazione di proposte di risoluzione finalizzate al contrasto dei vari rischi ambientali, tramite procedure di Audit, presso i comuni firmatari del Patto per la terra dei fuochi.

Può svolgere il compito di osservatore civico qualsiasi cittadino italiano che non abbia pendenze o precedenti penali e che abbia maturato una conoscenza del proprio territorio e delle problematiche ambientali ivi presenti. Per candidarsi è necessario presentare specifica domanda all’Ufficio di segreteria, che

  • gestisce le iscrizioni,
  • mantiene i contatti con i diversi osservatori, promuovendo anche incontri di formazione,
  • raccoglie, archivia e monitora le segnalazioni degli osservatori,
  • informa il Delegato del Ministro degli Interni sulle criticità riscontrate nei diversi territori e insieme agli osservatori elabora proposte di risoluzione delle criticità ambientali o sanitarie riscontrate, avvalendosi del supporto e della banca dati resa disponibile da SMA CAMPANIA.

(fonte http://www.arpat.toscana.it/notizie/notizie-brevi/2017/diventare-osservatore-civico)


Aprile 3, 2017

Depuratori, Fogne e Discariche…

NORME VIOLATE E AMBIENTE TRADITO NEI TERRITORI

Dieci regioni commissariate in quanto inadempienti in fatto di depurazione delle acque. Cinque di queste sono tra i promotori del referendum di domenica contro le trivellazioni in mare, anche se in tema di depurazione non rispettano né le norme italiane né tantomeno le direttive europee. In realtà, tutte le regioni italiane, tranne il Molise (ma solo per una questione burocratica) non rispettano in pieno gli obblighi Ue – e quindi anche le nove ‘referendarie’ – ma il governo ha deciso di intervenire solo in quelle dove, malgrado importanti finanziamenti, le opere erano bloccate. Intanto, però, è grazie a loro se l’Italia dovrà pagare a partire dal 2016 ben 480 milioni l’anno di sanzioni. Poi si andrà avanti a ‘botte’ di quasi 800mila euro al giorno fino a quando le opere non saranno terminate e rientrando nei limiti delle norme. Non solo: per una serie di altri gravissimi ritardi delle regioni stiamo già pagando decine di milioni. Si tratta di quelli stanziati per la chiusura, la bonifica e la messa in sicurezza delle discariche abusive di rifiuti.

Qui le regioni ‘fuori legge’ sono addirittura 14, e tra loro 5 sono tra quelle che hanno promosso il referendum di domenica scorsa, oltre all’Abruzzo che alla fine si era tirato fuori. Le discariche non in regola sono ben 155, ma all’inizio erano 200. A Nord come a Sud. Ci sono per ora costate, in sanzioni, 82 milioni di euro, anticipati dal ministero dell’Ambiente; e costeranno ancora 200mila euro a discarica ogni sei mesi. Ai quali bisogna aggiungere i 20 milioni di euro forfettari e i 120mila euro al giorno come sanzioni per l’eterna emergenza in Campania. Una cifra enorme ma, come ha spiegato pochi giorni fa in Parlamento, il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, è intenzionato ad avvalersi del potere di rivalsa, facilitato dalle norme inserite nell’articolo 1 comma 813 della Legge di stabilita 2016. «Il sistema di rivalsa – ha annunciato il ministro – attivato dal Ministero dell’economia e delle finanze nei confronti dei soggetti responsabili delle violazioni che hanno determinato la sentenza di condanna, prevede un meccanismo di compensazione con i trasferimenti che lo Stato dovrà effettuare in favore delle amministrazioni stesse». In altre parole, per pagare la sanzione si useranno, bloccandoli, fondi destinati a comuni e regioni.

La Legge di stabilità prevede addirittura che non sia necessario acquisire l’intesa con le amministrazioni inadempienti ma ugualmente, ha assicurato Galletti, «è stato avviato un iter procedurale che prevede un coinvolgimento di tutte le amministrazioni interessate». Perché il Governo intende «assicurare il reintegro delle anticipazioni» ma «tenendo conto dei vincoli di bilancio e delle limitate disponibilità di risorse di molti comuni». Mano ferma comunque, anche perché delle 18 procedure europee in materia ambientale ben 14 vedono il coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali e regionali. E per le discariche il ministro denuncia il grave «paradosso»: «Lo Stato è costretto a farsi carico, tanto dal punto di vista amministrativo quanto dal punto di vista finanziario, del comportamento omissivo delle amministrazioni locali e regionali». Anche per questo ha trasmesso alla Presidenza del Consiglio tutte le informazioni necessarie «ai fini della valutazione dell’opportunità, da parte del Consiglio dei ministri, di procedere all’esercizio dei poteri sostitutivi nei confronti delle amministrazioni inadempienti e al loro conseguente commissariamento». Come peraltro è previsto proprio dall’ultima Legge di stabilità. Una procedura già ampiamente utilizzata per la depurazione.

In questo settore, come detto, nessuna regione si salva malgrado i non pochi finanziamenti ricevuti. Tra il 2011 e il 2012 tre delibere del Cipe avevano stanziato 3,2 miliardi di euro per depuratori, sistemi fognari e acquedotti. Ben 2,8 miliardi erano riservati alle regioni del Sud, per circa 900 opere. Invano o quasi. E non parliamo di paesini. Tra le 86 città con più di 150mila abitanti, il 31,8% non è connesso con la fogna e il 41,9% non è in regola per il trattamento secondario delle acque reflue. Se scendiamo al di sotto dei 150mila abitanti scopriamo che i comuni fuori legge sono più di 2.500. Tutto questo ci pone all’ultimo posto tra i Paesi europei per numero di abitanti raggiunti da fognature e allacciati a collettori e depuratori. Non una questione di fondi che, come abbiamo scritto, c’erano, ma di capacità di spesa, di progettualità, di efficienza. Così il governo è intervenuto commissariando le opere da realizzare, e non realizzate, in Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Veneto, Lazio, Sicilia, Abruzzo, Marche e Liguria (notare che le prime cinque sono tra i promotori del referendum sulle trivellazioni…). Ma qual è la situazione in queste regioni? Secondo i dati forniti da #Italiasicura, la struttura di missione della Presidenza del Consiglio che si occupa anche dei servizi idrici, come copertura del servizio depurazione, la Basilicata è al 62,6%, la Campania al 58,6%, la Calabria al 51,6%, la Puglia al 66,3%, il Veneto al 48,8%, le Marche al 49%, la Liguria al 60,9%.

Drammatica la situazione siciliana dove, come ci spiega il direttore di #Italiasicura, Mauro Grassi, «ci sono 431 depuratori per 390 comuni, ma ne funzionano solo 12. In pratica più di due milioni di siciliani è come se scaricassero direttamente in mare». Un ritardo che ci ha provocato varie condanne della Corte Ue per le quali, secondo calcoli di Palazzo Chigi, quest’anno dovremo cominciare a pagare circa 480 milioni. Ma anche qui scatterà la rivalsa. E i conti sarebbero già stati fatti: 185 milioni la Sicilia, 74 la Lombardia, 66 il Friuli, 38 la Calabria, 21 la Campania, 19 la Puglia e la Sardegna, 18 la Liguria, 11 le Marche, 8 l’Abruzzo, 7 il Lazio, 5 Valle d’Aosta e Veneto. Per ora. Tornando alle discariche abusive, vera vergogna italiana, le regioni sanzionate sono 14: Campania in testa (quasi una non notizia, purtroppo…) con 46 discariche abusive sanzionate, poi la Calabria con 29 discariche, l’Abruzzo con 24, il Lazio con 15, la Sicilia con 11, la Puglia con 10, il Veneto con 8, la Liguria con 4. E tra queste tornano le stesse regioni ‘referendarie’ sanzionate anche per la mancata depurazione delle acque. Seguono, ma molto lontano, la Toscana con 3 discariche abusive sanzionate e, infine, con una Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte e Umbria.

A queste regioni, e ai comuni interessati, nel 2015 sono stati notificati decreti di diffida del Presidente del Consiglio in vista dell’eventuale esercizio del potere sostitutivo straordinario. In dieci casi gli enti hanno adempiuto a quanto richiesto nei termini imposti con le diffide. «Tuttavia – ha commentato il ministro Galletti – occorre segnalare che in molti casi i termini imposti con le diffide sono scaduti e le amministrazioni interessate non hanno avviato o completato le attività prescritte. In tali casi è senz’altro ipotizzabile l’esercizio dei poteri sostitutivi da parte dello Stato». Insomma comuni e regioni sono avvertiti.

link dell’articolo




SMA CAMPANIA® P.Iva: 07788680630